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Cineclub del 22 Febbraio 2017: PAROLA DI DIO

Parola di Dio

Titolo originale:  Parola di Dio
Conosciuto anche come:  Le Disciple, The Student, (M)uchenik
Nazione:  Russia
Anno:  2016
Genere:  Drammatico
Durata:  118'
Regia:  Kirill Serebrennikov

 

Il mondo è in preda al male, alle bugie, alle menzogne, alle ipocrisie. Il giovane Veniamin pensa di sapere tutto sulle norme morali, su quelle che si devono rispettare e su cosa è bene e cosa è male. Le sue domande, che trovano appiglio nelle sacre scritture, non trovano risposte negli adulti. Fino al giorno in cui Elena, l'insegnante di biologia, non lo sfida sul suo stesso terreno.

Diretto da Kirill Serebrennikov e sceneggiato dallo stesso con Marius von Mayenburg, Parola di Dio racconta la storia di Veniamin, un adolescente nel bel mezzo di una crisi mistica che con le sue domande sconvolge la madre, i compagni di scuola e tutto il liceo che frequenta. Gli adulti ben presto sono sopraffatti dalle certezze del ragazzo, che sostiene di conoscere a menadito le Sacre Scritture. Tutti tranne Elena, la sua insegnante di biologia che lo sfida sul suo stesso terreno.

Con la direzione della fotografia di Vladislav Opelyants, le scenografie di Ekaterina Scheglova, i costumi di Tatyana Dolmatovskaya e le musiche di Ilya Demutskiy, Parola di Dio viene così presentato dal regista in occasione della partecipazione al Festival di Cannes 2016: «Personalmente, sono buddista. Il buddismo non è una religione: non si basa infatti sulla figura di Dio ma riflette sulla connessione degli esseri umani con il mondo. Il buddismo è più ancorato alla terra che al cielo. Sono contro ogni forma di oscurantismo e contro coloro che ti dicono cosa pensare. Mi pongo molte domande sul mondo, sull'universo e sulla gente che mi circonda. La religione dà le risposte, l'arte le pone.

Parola di Dio mostra la religione come forma di manipolazione esercitata da un giovane nei confronti di chiunque lo circondi. Per Veniamin, la religione è un modo per superare la paura e la frustrazione che la sessualità gli impone. Nella religione, ha trovato la sua via di fuga. In Russia, la religione è ovunque. Proprio come negli Stati Uniti, i predicatori hanno preso il sopravvento in televisione. La religione è diventata la seconda ideologia ufficiale e controlla la mente di tutti. Si tratta di un dogma che però crea confusione e diffonde l'oscurantismo. I russi preferiscono avere un Dio da seguire piuttosto che pensare per conto proprio. Anche se la Chiesa è separata dallo Stato, la religione ortodossa ha preso piede in tutti i livelli della società, nel campo dell'esercito, della cultura e, soprattutto, dell'educazione. Detta ciò che è giusto e cosa no e segue l'ideologia ufficiale. Veniamin scopre che il fanatismo è sinonimo di potere. Nessuno oserà opporsi a lui, tranne un'insegnante atea.

Parola di Dio si svolge in una città pressoché sconosciuta. Si tratta di Kaliningrad che, prima della Seconda guerra mondiale, si chiamava Königsberg e apparteneva alla Germania. Questa è la città dove Emmanuel Kant è nato ed è stato sepolto. Ora è invece un'enclave russa in Europa, tra la Polonia e la Lituania: una strana città che si porta addosso i segni del suo passato.

Per Parola di Dio ho adattato Martyr, una rappresentazione teatrale di Marius von Mayenburg. Marius mi ha raccontato di avere scritto la commedia dopo aver letto la Bibbia e scoperto alcune frasi strane, dall'inatteso dubbio significato. Fuori dal contesto sacro, le frasi potrebbero nascondere sottotesti più violenti e descrivere il contrario dell'amore e della fraternità. Così, ha deciso di elencare le ambiguità e ha dato vita a Martyr, una rappresentazione basata su quanto sia facile distorcere il senso delle frasi delle Sacre Scritture».

 

DATA: Mercoledì 22 Febbraio 2017
CINEMA: Comunale - Matera
ORARI: 17:30 - 19:35 - 21:40
BIGLIETTO: € 4,00

 
Cineclub del 15 Febbraio 2017: PER MIO FIGLIO

Per mio figlio

Titolo originale:  Moka
Conosciuto anche come:   
Nazione:  Francia, Svizzera
Anno:  2016
Genere:  Drammatico
Durata:  90'
Regia:  Frédéric Mermoud

 

La quarantacinquenne Diane fugge dalla clinica dove è stata internata per andare in una casa di riposo a Losanna. Munita di pochi effetti personali e di una pistola, si reca a Evian, dall'altra parte del lago di Ginevra. In cerca dei proprietari di una vecchia Mercedes, sa che niente potrà fermarla.

Diretto da Frédéric Mermoud e sceneggiato dal regista con Antonin Martin-Hilbert, Per mio figlio racconta la storia di Diana Kramer, una donna con un'unica ossessione: trovare il conducente della Mercedes color moka che ha investito suo figlio e devastato la sua vita. Con una valigia, pochi soldi e una pistola, Diana si trasferisce a Evian, dove scopre vivere il conducente dell'auto. A volte, però, la strada della vendetta è molto più tortuosa di quello che sembra e Diane si troverà a fronteggiare un'altra donna, affascinante e misteriosa.

Con la direzione della fotografia di Irina Lubtchansky, le scenografie di Ivan Niclass, i costumi di Françoise Nicolet e le musiche originali di Christian Garcia e Grégoire Hetzel, Per mio figlio si basa sul romanzo Moka di Tatiana de Rosnay ed è stato presentato al Festival di Locarno, dove ha rimediato il Variety Piazza Grande Award. Rispetto al romanzo di partenza, Mermoud si è concesso molte libertà, come rivelano le parole dello stesso regista: "Era la prima volta che mi cimentavo in un lavoro di questo tipo, ed è stato molto più difficile che scrivere un soggetto originale. Nel lavoro di adattamento conservo lo spirito e l'universo del romanzo, concentrandomi però solo su una piccola parte del libro, come se si trattasse di un racconto. La sceneggiatura si è svincolata dal libro, e Tatiana de Rosnay è stata molto rispettosa di queste libertà che ci siamo presi. Ho anche cercato di trovare un equilibrio tra l'introspezione e il cinema di genere, una deambulazione tra il personaggio e l’attrice. Inizialmente ho lavorato da solo, poi Antonin Martin-Hilbert si è unito a me per dare un po' di ossigeno alla sceneggiatura.

Diane, la protagonista della storia, è uno spirito libero. All'inizio intuiamo che "prima" ha avuto una vita equilibrata e moderata, ma subito dopo cogliamo una parte di follia in lei. La sua vera natura è più complessa, è una donna indipendente dotata di un’energia che può andare oltre le convenzioni: è un vero personaggio di fiction nel senso che, a causa di questa ricerca, diventa attrice della propria vita. Mentre stavo raccontando la storia, mi sono reso conto che Diane era più trasgressiva di quanto avessi pensato. Quando un uomo arrabbiato o distrutto cerca vendetta, lo accettiamo - è quasi un luogo comune - ma quando lo fa una donna, una sorta di super-ego sociale giudica il suo impulso. Tendiamo a descriverla come manipolatrice o disturbata. Tra l'altro, non ci sono molti film o romanzi che si occupano di questo argomento... è quasi un tabù, probabilmente perché solitamente una madre non è ritenuta una persona capace di atti violenti; e quando decide di farsi giustizia da sola, come in questo caso, è vista come una cosa inusuale.

In un primo momento, Diane è convinta che farsi giustizia da sola sia l'unico modo per lei di accettare l'inaccettabile. Si trova però ad affrontare gradatamente l’umanità e la complessità della donna che si suppone abbia rovinato la sua vita, che a sua volta ha una vita, una figlia, dei sogni... finisce per essere toccata dalla figura di Marlène. La sua sete di vendetta diventa un ulteriore passo nel processo di dolore e comprensione, un istinto di sopravvivenza che permette a Diane di scoprire cose su se stessa e sul figlio perduto. Può trovare progressivamente un significato dove non c’è, iniziare il processo di accettazione del lutto e, infine, assumere una nuova prospettiva di vita. Per mio figlio ruota intorno all'evoluzione di Diane, dal suo desiderio di vendetta a una sorta di riconciliazione con se stessa".

 

DATA: Mercoledì 15 Febbraio 2017
CINEMA: Comunale - Matera
ORARI: 18:00 - 19:50 - 21:40
BIGLIETTO: € 4,00

 
Cineclub del 08 Febbraio 2017: AGNUS DEI

Agnus Dei

Titolo originale:  Agnus Dei
Conosciuto anche come:   
Nazione:  Francia, Polonia
Anno:  2016
Genere:  Drammatico
Durata:  115'
Regia:  Anne Fontaine

 

Mathilde Beaulieu è una giovane dottoressa che opera nel 1945 con la Croce Rossa francese, aiutando i sopravvissuti francesi dei campi di concentramento tedeschi. Un giorno, mentre lavora in un ospedale in Polonia, una suora la prega di seguirla in convento. Qui, Mathilde scopre che diverse religiose sono in stato in gravidanza e che sono chiamate a una tragica scelta: accettare la maternità o abbandonare i figli del peccato.

Diretto da Anne Fontaine e sceneggiato da Sabrina B. Karine e Alice Vial, Agnus Dei si basa su un soggetto originale di Philippe Maynal riadattata dalla stessa regista con Pascal Bonitzer e racconta le vicende di Mathilde Beaulieu, una giovane dottoressa in servizio alla Croce Rossa che nella Polonia del dicembre 1945 ha l''incarico di recuperare i francesi sopravvissuti e occuparsi del loro rimpatria su richiesta di una suora polacca. In un primo momento riluttante a seguire i consigli delle trenta suore benedettine che vivono tagliate fuori dal mondo, Mathilde inizia a cambiare prospettiva quando scopre che molte di loro, violentate dai soldati sovietici, sono in punto di partorire. A poco a poco, tra Mathilde, atea e razionalista, e le religiose, che hanno dedicato la loro vita alla vocazione religiosa e alla fede, nasce un rapporto tanto complesso quanto pericoloso.

Con la direzione della fotografia di Caroline Champetier, le scenografie di Joanna Macha e Anna Pabisiak, i costumi di Katarzyna Lewinska e le musiche originali di Grégoire Hetzel, Agnus Dei nasce dalla volontà della regista di portare in scena, seppur con diverse libertà, la vera storia di Madeleine Pauliac, come confermano le sue parole: «Agnus Dei si ispira a un fatto poco noto accaduto in Polonia durante il 1945. Il destino delle suore di un convento benedettino è sconcertante: secondo le note di Madeleine Pauliac, giovane medico della Croce Rossa, 25 di loro sono state violentate nel loro convento più di 40 volte di fila con il risultato che 20 sono morte e 5 sono state costrette ad affrontare una gravidanza non voluta. Non ne esce una bella immagine dei soldati sovietici ma è una triste verità storica, che la Polonia non ha mai raccontato ma che un certo numero di storici ha voluto riportare alla luce. Per i soldati, non si trattava di un premio concesso dai superiori per il loro sforzo. Era semmai un'abitudine brutale che ancora oggi si perpetua nei Paesi in guerra, dove le donne sono costrette continuamente a subire abusi.

Pur essendo nata in una famiglia cattolica, non sapevo come vivessero le suore. Per conoscere da vicino la quotidianità di un convento, sono stata ospite in un monastero benedettino e ho voluto osservare con i miei occhi come vivono le consorelle. Al di là della vita in comune, mi ha impressionato molto il loro modo di stare insieme, di pregare e cantare per sette volte al giorno come in una dimensione sospesa tra euforia e ferrea disciplina. Ho visto anche i rapporti umani che si consolidano tra le consorelle, le tensioni, le varie psicologie in gioco e le azioni e i movimenti di ognuna. Non si tratta di un mondo unidimensionale e freddo, come si può pensare dall'esterno. Mi ha poi colpito come la fede non sia del tutto cementata ma sia in realtà fragile e labile.

In Agnus Dei, la giovane Mathilde, interpretata da Lou de Laâge, è una donna molto più moderna dell'età in cui vive. Ha appena terminato gli studi e come assistente alla Croce Rossa va incontro a una sorta di viaggio iniziatico. Con coraggio e responsabilità, aiuta le suore a dare alla luce i figli, mantenendo il segreto e assumendosi sulle spalle i rischi che ne derivano. Rivoluzionaria è anche Maria, la suora impersonata da Agata Buzek: lei è colei che si prende fin troppi rischi nell'accettare l'arrivo di Mathilde, rompendo le regole del suo ordine, regole a cui era abituata ad obbedire ciecamente».

LA VERA STORIA DI MADELEINE PAULIAC

Quando aveva 27 anni, Madeleine Pauliac, medico dello staff di un ospedale di Parigi, si unì al movimento della resistenza, fornendo materiale e supporto ai paracadutisti alleati. In seguito, partecipò alla liberazione di Parigi e alle campagne militari di Vosges ed Alsace.

All'inizio del 1945, in qualità di ufficiale medico delle Forze Interne Francesi, partì per Mosca sotto la guida del Generale Catroux, l’Ambasciatore francese a Mosca, per dirigere la missione di rimpatrio francese.

La situazione in Polonia era drammatica. Varsavia, una città distrutta dopo due mesi d'insurrezioni contro la Germania occupante (tra agosto e ottobre del 1944) era letteralmente rasa al suolo. 20.000 combattenti e 180.000 civili erano morti. Nel corso di questo periodo, l'esercito russo, presente in Polonia sin dal gennaio del 1944 sotto gli ordini di Stalin, rimase armato e in attesa sull'altra riva del fiume Vistula. Dopo un ulteriore attacco dell'esercito Tedesco e in seguito alla scoperta di tutti gli atti di violenza commessi dai tedeschi, l'Armata Rossa e la sua amministrazione provvisoria assunsero il controllo dei territori liberati.

È in questo contesto che Madeleine Pauliac fu nominata nell'aprile del 1945 Primario dell'Ospedale francese di Varsavia, che era ridotto in rovine. Madeleine era a capo delle attività di rimpatrio all'interno della Croce Rossa Francese. Condusse la sua missione in tutta la Polonia e in parte dell'Unione Sovietica. Portò a termine oltre 200 missioni con l'Unità dello Squadrone Blu delle autiste di ambulanza della Croce Rossa, che avevano lo scopo di cercare, curare e rimpatriare i soldati francesi rimasti in Polonia.

Scoprì allora l’orrore nei reparti di maternità, dove i russi avevano violentato le donne che avevano appena partorito e quelle che erano in travaglio; gli stupri erano all'ordine del giorno, e ci furono addirittura stupri collettivi nei conventi. Lei si occupò di fornire aiuto medico a queste donne. Le aiutò a guarire le loro coscienze e a salvare il loro convento.

Madeleine Pauliac morì accidentalmente mentre era in missione vicino a Varsavia nel febbraio del 1946.

DATA: Mercoledì 08 Febbraio 2017
CINEMA: Comunale - Matera
ORARI: 17:30 - 19:35 - 21:40
BIGLIETTO: € 2,00

 
Cineclub del 01 Febbraio 2017: IL CITTADINO ILLUSTRE

Il cittadino illustre

Titolo originale:  El ciudadano ilustre
Conosciuto anche come:  The Distinguished Citizen
Nazione:  Spagna, Argentina
Anno:  2016
Genere:  Drammatico
Durata:  118'
Regia:  Gastón Duprat, Mariano Cohn

 

Dopo aver rifiutato grandi e prestigiosi riconoscimenti in tutto il mondo, il premio Nobel per la letteratura Mantovani accetta di recarsi in visita nella propria città natale in Argentina, luogo che è stato fonte di ispirazione per tutti i suoi libri. Ben presto, si renderà conto che accettare l'invito è stata la cosa peggiore che potesse capitargli, dal momento che avrà a che fare con le imprevedibili persone sulla base delle quali ha costruito i personaggi dei suoi romanzi.

 

DATA: Mercoledì 01 Febbraio 2017
CINEMA: Comunale - Matera
ORARI: 17:30 - 19:35 - 21:40
BIGLIETTO: € 4,00

 
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