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Cineclub: HENRY (29/03/2012 ) PDF Stampa E-mail

 DURANTE LO SPETTACOLO DELLE 21:40 SARA' PRESENTE IN SALA IL REGISTA ALESSANDRO PIVA

 Henry

Titolo originale:  Henry
Nazione:  Italia
Anno:  2011
Genere:  Commedia, Azione
Durata:  86'
Regia:  Alessandro Piva

 

In una Roma notturna e inedita, le indagini del commissario Silvestri (Claudio Gioè) si incrociano con la giovane coppia Nina (Carolina Crescentini) e Gianni (Michele Riondino), rimasta coinvolta in due omicidi. Sullo sfondo, una banda di malavitosi meridionali e una gag di africani che si combattono il dominio sulla droga. 

Più che un omaggio al passato, Henry pare il corrispettivo italico del Pusher di Winding Refn e - nonostante dissemini come specchietti per allodole tarantinate quali l’inquadratura dal bagagliaio - come il fratellastro danese contamina la materia narrativa “pulp mainstream” con un registro visivo a costo ridotto. L’immagine sporca e in movimento incessante riflette la natura bassa e frenetica di formiche operaie in rotta di collisione: tutto torna, secondo le regole del purgatorio urbano.

Henry è il motore di tre giorni di fughe, terrore, inseguimenti e amore, senza essere una persona. Nonostante a prima vista possa sembrare il nome di uno dei protagonisti in carne e ossa, "Henry" è in realtà il termine con cui si fa riferimento all'eroina nel sottobosco romano dello spaccio di sostanze stupefacenti. Usato per lo più dai ghanesi, sembra che il termine sia nato nelle comunità afro-americane di New York e che da lì sia stato esportato in tutto il mondo arrivando anche in Italia.

Tratto dall'omonimo romanzo di Giovanni Mastrangelo (lo stesso autore di Piccolo Buddha (1993), da cui aveva tratto ispirazione Bernardo Bertolucci), Henry si prefigura come una stralunata storia di gangster, poliziotti e giovani borghesi alla deriva sullo sfondo di una periferia romana violenta e nera, lontana dagli stereotipi delle cartoline. Né dark né poliziottesco, Henry è uno dei possibili punti di vista su una Roma inedita, condito da una spruzzata di Quentin Tarantino: umorismo nero e monologhi dei protagonisti che rompono l'azione contribuiscono a renderlo un film surreale a causa del doppio registro a cui è chiamato.

"Incosciente e piratesco", è la definizione che il regista dà del suo film. Girato in digitale, prodotto e montato dallo stesso Piva, Henry è un pericoloso giro sulle montagne russe, dove le fila del racconto sono tenute in sospeso senza appartenere a nessun genere cinematografico di riferimento e, in maniera spartana (solo un milione e mezzo di euro il budget a disposizione), si escogitano nuove soluzioni visive e angolazioni per cogliere lo smarrimento dei personaggi o per attribuire loro alleanze inaspettate. Osservando e documentando l'interazione tra gangster e agenti di polizia, Piva sceglie di non dare giudizi (im)morali lasciando allo spettatore il compito di individuare cosa sia legale e cosa no in un "qui e ora" che non permette ai personaggi di andare indietro o avanti nel tempo.

Cinema COMUNALE - Matera - Orari: 18:00 - 19:50 - 21:40 - Biglietto: € 4,00

 
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